Settembre 6, 2022

CANCRO E COLESTEROLO ENDOGENO

5 settembre

Uno dei fattori che indicava con maggiore affidabilità  (99.9%) una correlazione con le malattie occidentali nello Studio Cina erano i livelli di colesterolo nel sangue. 

Via via che aumentavano i livelli di colesterolo endogeno ovvero autoprodotto dal fegato, cresceva l’incidenza delle malattie cosiddette occidentali, vale a dire cancro al colon, al polmone, al seno, leucemia, al cervello in età pediatrica, stomaco, fegato, ma anche diabete e cardiopatia coronarica. E ciò avveniva con livelli sorprendentemente bassi: di fatto i valori minimi occidentali si avvicinano a quelli massimi nella Cina rurale. La maggior parte delle persone, tuttavia, sa che il colesterolo alto rappresenta una zona di rischio per il cuore, ma ignora che sia altrettanto per il cancro! E questo è grave. 

Diversi studi scientifici condotti sia su animali da laboratorio sia su soggetti umani hanno dimostrato oggi che il consumo di proteine animali causa l’aumento del colesterolo nel sangue. Anche i grassi saturi e il colesterolo alimentare fanno aumentare i livelli di colesterolo endogeno, ma non con la stessa efficacia delle proteine animali, di cui ne bastavano piccole variazioni. La spiegazione del meccanismo di come questo sia possibile arriva dalla lipidomica, ovvero lo studio degli acidi grassi di membrana. 

Proprio perché formata da grassi la membrana, avvolgendo la cellula, crea una sorta di delimitazione, un “confine” tra esterno e interno della cellula. Il passaggio dei nutrienti, l’esclusione di agenti patogeni e l’organizzazione stessa della risposta difensiva della cellula avviene attraverso dei pori o canali e dei ricettori che funzionano correttamente se in equilibrio strutturale con il tutto. Nella struttura di membrana il colesterolo funziona come elemento di equilibrio, migliorando la fluidità e l’organizzazione stessa degli acidi grassi che la compongono. Quando si è in presenza di un eccesso di acidi grassi saturi la regolazione di produzione maggiore di colesterolo endogeno viene incontro alla rigidità di membrana che si viene a creare e che potrebbe bloccare il flusso vitale della cellula. Ecco dunque che un eccesso di colesterolo endogeno nel sangue è il segnale di uno stato di disequilibrio a livello cellulare che, se protratto nel tempo, porta a malattia. 

Peccato che in pochi associno l’eccesso di consumo di proteine animali con la conseguente cascata infiammatoria e apporto di grassi saturi, a questi livelli di colesterolo endogeno e quindi di stato infiammatorio strutturale e nascita di una possibile malattia. Diabete e cancro incluso.  

“Il consumo di proteine animali era associato ai livelli di colesterolo cattivo nel sangue con una correlazione del 99.9% – conclude Campbell-. Ma in pochi medici ancora oggi diranno questo. Indicheranno i grassi saturi e il colesterolo alimentare, forse accenneranno agli effetti anti-colesterolo della soia e dei prodotti integrali ad alto contenuto di fibre. Ma non diranno che le proteine animali che stiamo mangiando hanno qualcosa a che fare con il nostro colesterolo endogeno. Nè che con questi valori in eccesso stiamo rischiando non solo la salute del nostro cuore, bensì anche l’insorgenza di una patologia tumorale”. 

Con l’affluire dei dati delle ricerche oggi si inizia a capire che una maggiore ampiezza di vedute non è un lusso, ma una necessità.