Dopo aver aperto questo blog ho cominciato a gironzolare nei blog e nei siti di argomento vegetariano e/o vegano: ero curiosa di sapere perché altre persone come me hanno deciso di dare una svolta alla loro vita e mi sono trovata davanti un panorama interessante e variegato.

Vegetariano, sì o no?

C’è chi giustifica questa scelta ricordando che l’uomo primitivo si nutriva per lo più di bacche e di verdure che trovava spontanee; la caccia, e quindi la carne, sono arrivate in un secondo momento. Al di là delle obiezioni logiche e scientifiche che possono essere mosse a questa posizione – ce ne sono tante, come tante sono le difese – mi sembra che sia una motivazione debole e poco durevole nel tempo. Oggi la penso così, ma domani potrei imbattermi in una teoria altrettanto convincente che sostiene il contrario: e allora?

C’è chi rifiuta di nutrirsi di carne e di derivati animali poiché l’allevamento comporta sofferenze immense per gli animali. Questa è una scelta che sento più forte, sicuramente motivata e motivante: quanti hanno visto almeno una volta un servizio sul trasporto o peggio sul macello degli animali? E quanti hanno smesso di mangiare carne, almeno per un po’?

Che sia per un motivo o per un altro, tutti quelli che abbandonano la carne e i derivati animali dopo un po’, dopo aver superato le difficoltà che questa rinuncia comporta, dopo aver trovato l’equilibrio dicono “caspita, come sto bene adesso!“. E se fosse questa la chiave di tutto?

Io, come tanti altri, ho scelto di cambiare stile di vita dopo aver letto “The China Study“, che presenta le prove scientifiche di come le nostre abitudini alimentari siano sbagliate, e, peggio, di come possano causare malattie gravi e mortali.

Questa sì che è una motivazione tosta! E non è un caso che tutti i vegetariani riconoscano di stare meglio fisicamente e psicologicamente: quindi un dato concreto, anche se forse poco scientifico, c’è.

Perché è dura rinunciare alle proteine animali: la verdura costa, la fantasia in cucina magari scarseggia, per non parlare delle difficoltà di cenare fuori. “Mmm, che buone queste polpettine di verdura!” – ma sono legate con l’uovo. “Che invitante la mousse di frutta” – ma c’è il latte vaccino.

Per fortuna il numero dei vegetariani sta aumentando sempre di più, il che implica una maggiore sensibilità nei nostri confronti da parte delle aziende alimentari e dei ristoratori. Peccato che resti il problema delle mense scolastiche, dei campi scuola o dei centri estivi – ma questo è un altro discorso, che va affrontato in uno spazio tutto suo.

E voi, di che scelta siete? State ancora con le care vecchie abitudini mediterranee o avete fatto il salto di qualità? Parliamone!