“Proprio come i semi nel terreno, le cellule cancerose iniziali non crescono e non si moltiplicano in assenza delle condizioni giuste. E’ qui che l’alimentazione diventa importante” .

Quanto può incidere la nostra dieta in una malattia come il cancro?

Quanta responsabilità ha ciò che mangiamo nel suo repentino sviluppo?

Quanto può fare un cambio di alimentazione nella cura o, addirittura, nella regressione di questa terribile malattia?

Come sempre le affermazioni del dr. Campbell sono abbastanza decise in proposito.
Dopo 40 anni di ricerca dedicata alla lotta contro il cancro ai massimi livelli in USA lo scienziato a ragione definito una “tra le 25 persone più influenti nel campo dell’alimentazione” sostiene di aver visto abbastanza per poter rompere i veli di una scienza che, afferma, “non sempre è sinonimo di onesta ricerca della verità come molti credono”.  

Ho 79 anni, ho avuto una lunga e gratificante carriera e non ho scritto questo libro per guadagnarci. Non ho interessi finanziari sul fatto che voi mi crediate. Non vendo integratori per la salute, seminari o coaching in merito.  […] Voglio raccontarvi questa storia perché ve lo devo, a tutti voi.”  da  “WHOLE “.

Ho conosciuto personalmente il dr. Campbell e non posso che in pieno sposare l’opinione dei tanti che, a gran voce, difendono e sostengono l’onestà intellettuale dell’uomo Campbell prima ancora che del ricercatore conosciuto in tutto il mondo.

Decidere di scrivere il The China Study alla fine di una lunga carriera brillante non è certamente stata una scelta facile. Difendere pubblicamente posizioni ampiamente attaccabili (e attaccate) da un mondo della scienza che sa essere molto impietoso con chi si ribella, non è di certo stato semplice.
Eppure (e io aggiungo, per fortuna) Campbell l’ha fatto. Ha sollevato il velo di una vita spesa nella scienza e per la scienza aprendo le porte alla nuova ricerca.

Per questo a volte, quando mi capita di dover rispondere a dubbi, critiche e considerazioni in merito ai sui libri, alle sue argomentazioni mediche e alle cosiddette prove scientifiche a sostegno delle sue tesi, rivedo lo sguardo stanco usato un anno fa a Vicenza nel rispondere ai miei stessi dubbi e ai miei mille quesiti.

“Io ho aperto la strada. Ora tocca a voi andare avanti”.

E’ questo il messaggio che, personalmente, sposo in pieno.
E’ a noi che, volenti o nolenti, tocca andare avanti. E a noi che spetta credere o meno a ciò che a forza, sfidando interessi ben più grandi di lui, il dr. Campbell ha sostenuto con la sua ricerca e scritto a chiare lettere nei suoi ultimi libri.
E’ a noi che spetta il compito di proseguire con la ricerca lì dove lui si è fermato o buttare tutto nel cestino come “datato” o, peggio, “incompleto”. E’ a noi che spetta il compito di puntare il dito lì dove potrebbe essere puntato o difendere uno status quo che non è  di certo esente dagli stessi difetti imputabili a chi vorrebbe cambiarlo.

Insomma, è a noi che spetta decidere se rimanere su una posizione critica oppure   guardare oltre.

Cambiare non è facile. Ma certamente, non impossibile.