depressioneStanco. Depresso. Confuso. Irritato.
Quanti di noi, ogni giorno, si sentono così?
Viviamo una vita sempre di corsa e sempre in ritardo. Ma se non fosse solo questo?

Se questi malesseri, più o meno invalidanti, volessero urlarci qualcosa di molto più profondo?
La carenza di vitamina D è una delle condizioni patologiche oggi più sottovalutate. Si calcola che in Italia, nonostante la latitudine giochi a nostro favore, la popolazione è tra quelle con i più bassi livelli sierici di Vitamina D in Europa. E questo non solo tra i più anziani.
A pagare le maggiori conseguenze di una carenza di vitamina D trascurata sono soprattutto le persone adulte che raramente vengono consigliate di sottoporsi con regolarità all’analisi del suo valore nel sangue.

Le conseguenze di questa mancanza purtroppo stanno diventando sempre più pesanti a livello personale. E la domanda a questo punto sorge spontanea:
ma non ci hanno sempre detto che è sufficiente esporsi al sole per evitare una origin_2289220604carenza di questa vitamina?

Negli ultimi 10 anni la ricerca ha fatto passi da gigante nello studio del ruolo giocato da questo ormone nella salute umana. Si è infatti dimostrato che un deficit di vitamina D è associato a:

1. elevato rischio di tumore maligno (nello specifico tumore alla mammella, al colon, alla prostata e in particolare al pancreas, all’ovaio e ad alcuni linfomi)

2. maggiore predisposizione alle infezioni

3. maggiore predisposizione a malattie a genesi autoimmune come la sclerosi multipla, le  malattie infiammatorie intestinali e le artriti infiammatorie.

5. incidenza del diabete

6. incidenza di malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, scompenso cardiaco e ischemia cerebrale)

Nell’ultimo decennio un interessante filone di ricerca si è sviluppato intorno alla relazione tra sistema endocrino della vitamina D e controllo della crescita e differenziazione delle cellule. Si è così osservato che il rischio di tumore della mammella, del colon, della prostata ed in parte del pancreas, dell’ovaio e di alcuni linfomi sia decisamente maggiore (intorno al 50% in più) nei soggetti con bassa vitamina D, rispetto ai soggetti con valori nella norma. Dati più recenti indicano, poi, come la somministrazione di vitamina D sia in grado di ridurre l’incidenza di tumori maligni.
Altro ruolo rilevante della vitamina D è il suo intervento nella regolazione di alcune funzioni delle cellule del sistema immunitario (linfociti T). Una sua carenza si associa ad una maggiore predisposizione alle infezioni e ad alcune malattie a genesi autoimmune, come la sclerosi multipla, le malattie infiammatorie intestinali e le artriti infiammatorie.
Anche per quanto riguarda il diabete si dispone oggi di dati molto interessanti: la vitamina D è uno dei fattori in grado di controllare la secrezione insulinica ed alcuni dati, ancora in fase di verifica, indicherebbero che buoni livelli di vitamina D riducono il rischio di sviluppare il diabete mellito e che, nei pazienti già diabetici, rendono migliore il controllo di questa malattia.
Tuttavia, i dati certamente più interessanti e robusti sono quelli che riguardano la relazione tra vitamina D e sistema cardiovascolare. La vitamina D è in grado di modulare l’azione di molte sostanze coinvolte nella regolazione della pressione arteriosa e nella progressione dell’aterosclerosi. La carenza di vitamina D si associa ad una maggiore frequenza di patologie quali l’infarto del miocardio, lo scompenso cardiaco e l’ischemia cerebrale.

Schermata 2014-10-23 a 15.55.22Un buon stato vitaminico D riduce dunque il rischio di tutte queste patologie.

Ma qual’è “un buono stato di vitaminico” in questo caso?
Su quale fonte di vitamina D dobbiamo puntare? Quale il suo valore ottimale nel sangue? E cosa è giusto fare se ne risultassimo carenti?

Di vitamina D e delle ultime indicazioni e ricerche scientifiche a riguardo si parlerà sabato 15 novembre 2014 a Verona nell’ambito della tre giorni di Dibattito internazionale su alimentazione vegetale e integrale (clicca qui per vedere il programma) promosso da Be4eat. Con la presenza straordinaria del prof. T. Colin Campbell, ricercatore alla Cornell University e autore del The China Study, la dott. Debora Rasio oncologa nutrizionista e ricercatrice alla Sapienza di Roma illustrerà tutte le novità a riguardo di questa potente vitamina discutendone la validità di utilizzo in età pediatrica con il dott. Luciano Proietti, medico pediatra nutrizionista, il dott. Massimo Bonucci oncologo presidente di Artoi, associazione italiana di ricerca nelle terapie integrate legate alle patologie tumorali e il dott. Andrea Geraci, medico dipartimento del Farmaco dell’Istituto superiore della sanità.
Sapere non è un nostro dovere. E’ un nostro diritto.