03C06318Chi non soffre mai di cefalea? Oppure di colon irritabile, di carenza di ferro o di momenti di particolare depressione e spossatezza?

Oggi si sa che questi disturbi, se persistenti e reiterati nel tempo, possono trovare la loro possibile causa nel glutine.

Da tempo infatti si parla di mal di glutine. L’errore più comune tuttavia è pensare che questa reazione avversa al complesso proteico presente nel pane, nella pasta e in generale in tutti i prodotti contenti frumento, orzo e segala sia un argomento rilegato alla celiachia, ovvero a questa particolare intolleranza su base genetica alla proteina del frumento e di altri cereali.

Lo spettro dei disordini e patologie correlate alla gliadina (presente nel frumento), all’ordeina (presente nell’orzo), la secalina (presente nella segale) e l’avenina (presente nell’avena) si è infatti arricchito di molto negli ultimi anni aprendo un panorama ampio e variegato ancora tutto da esplorare a livello scientifico e soprattutto a livello diagnostico.
Giostrarsi tra le tante sintomatologie e complicanze correlate ad una reazione contraria a queste prolammine tossiche è così sempre più complicato e difficile anche per gli stessi medici.3453773291_fae0404f6f_o

Tuttavia è certo che il mal di glutine è una condizione morbosa che si sta diffondendo in modo esponenziale tra la popolazione italiana ed europea ricoprendo un range sempre più ampio di manifestazioni e diagnosi che ricadono nell’età adulta, avendo tuttavia come punto di partenza patologie apparentemente non pertinenti.

Un esempio tra tutti è la depressione o in generale alcuni disordini neuro-psichiatrici come  l’autismo e la schizofrenia. Recenti studi, visionabili su PubMed, stanno infatti indagando sulla possibile correlazione tra queste patologie e la cosiddetta sensibilità al glutine, meglio definita Non-Celiac Gluten Sensivity (NCGV), una sindrome da poco legittimata e riconosciuta dal mondo medico scientifico.

La patogenesi di queste manifestazioni neuro-psichiatriche a partire dalla sensibilità al glutine è ancora in via di studio e necessita di nuove indagini sul reale ruolo svolto da questa proteina del frumento nel loro sviluppo.
Tuttavia lo spettro ad esso associabile si sta allargando tanto che, come ha riportato Carlo Catassi, noto studioso italiano su questo tema, in un articolo apparso su Nutrients lo scorso 8 luglio 2015 dal titolo “Gluten Psychosis: Confirmation of a New Clinical Entity” si può annoverare tra le nuove entità cliniche legate al glutine anche la psicosi, ovvero una severa alterazione dell’equilibrio psichico dell’individuo che comprende anche allucinazioni.

Non solo di equilibrio neuro-psichico tuttavia si parla. Oltre alla depressione, alla schizofrenia e all’autismo anche la cefalea, così come l’artrite reumatoide, le tiroiditi o addirittura la sclerosi multipla sembrano ormai beneficiare di una sospensione terapeutica dalla dieta dal glutine.

Nel suo articolo su Nutrients, del 26 settembre 2013, Catassi insieme ad altri colleghi elenca le nuove frontiere di ricerca legate ai disordini più o meno silenti causati dal glutine. Frontiere che aprono nuove via di risposta a molte sintomatologie cui oggi non si presta attenzione o semplicemente non si hanno strumenti di intervento.

Tutti sensibili al glutine, dunque?

Certamente no.

Quel che è certo, tuttavia, è che lo stato infiammatorio connaturato a questa particolare proteina del frumento per il nostro intestino si sta dimostrando sempre più presente e pressante nella popolazione italiana, forse anche a causa di un eccessivo abuso nella nostra alimentazione di questo nutriente ormai onnipresente (pasta, pane, pizza, biscotti, crackers, spuntini, patatine e via dicendo) e di politiche di manipolazione genetica che nel tempo stanno arrecato danni al nostro apparato digerente.

Di certo oggi c’è una ricerca medico scientifica sempre più presente sul tema e una correlazione sempre più stretta tra ciò che mettiamo sul piatto e ciò che poi svilupperemo, cancro compreso.
IMG_6553Di questo tema e nello specifico delle nuove ricerche oncologiche sul tema glutine, lascio tuttavia la parola alla dott.ssa Debora Rasio, nota oncologa nutrizionista e ricercatrice della Sapienza di Roma che ad ottobre, sul palco di Be4eat, nel Dibattito internazionale su alimentazione vegetale e stili di vita integrale approfondirà nel dettaglio questo sottile argomento insieme al prof. T. Colin Campbell.