Le diete vegetali e il giusto rapporto con i grassi

Suona strano. Eppure la scienza ne è sempre più convinta. La salute del nostro organismo dipende strettamente dalla qualità e quantità di grassi che circola nel nostro sangue.

A sostenerlo a gran voce negli ultimi 10 anni i diversi ricercatori impegnati nella nuova metodologia di analisi molecolare, la lipidomica, di fatto una nuova strategia di indagine che consente di monitorare la salute delle nostre cellule studiandone la composizione lipidica della membrana.

Risultato?
Senza grassi non si vive. Anzi. Più ci sforziamo di controllarne l’assunzione attraverso una lowfatdieta low fat più corriamo il rischio di alimentare nel nostro organismo un possibile disequilibrio silente causa primaria nella insorgenza di diverse patologie.

Non tutti i grassi ovviamente sono uguali. E la spiegazione non è certamente così semplice. Tuttavia, come spiega la dottoressa Carla Ferreri primo ricercatore CNR di Bologna, sono ormai evidenti le connessioni tra membrana cellulare e scelta nutrizionale adeguata, a tal punto che oggi è possibile parlare di “approccio molecolare alla salute ottenibile dal mantenimento di un equilibrio metabolico tramite lo stile di vita e l’alimentazione”.

Insomma un avvallo ulteriore all’importanza di un corretta impostazione dietetica che accende tuttavia un ulteriore campanello d’allarme contro i fai da te.

“Oggi è sempre più evidente che una qualunque scelta dietetica per la salute non deve mai cnressere lasciata al caso” commenta la dott.ssa Tiziana Toso, biologa nutrizionista che in stretta relazione con il CNR di Bologna approfondirà i temi legati alla lipodomica e dieta vegetale nel corso del Dibattito internazionale Be4eat 2015.

415_539ee3e5d7cbcL’indagine della membrana cellulare sta dimostrando come scompensi lipidici nella membrana riguardino in modo particolare la salute cellulare di molti vegani o comunque di pazienti che seguono una stretta dieta su base vegetale. Per loro si fa sempre più urgente una attenta considerazione di questi dati e una corretta impostazione nella strategia alimentare in grado di superare il problema”.

Il rapporto tra grassi gli acidi grassi omega-6 e gli acidi grassi omega-3 infatti è fondamentale per la salute delle nostre cellule e in particolare della loro membrana. Uno stato silente di disequilibrio è alla base della caduta delle difese cellulari che predispone all’insorgenza di diverse patologie.
I fattori in gioco sono tanti e non solo alimentari. Occorre infatti tenere in considerazione il metabolismo e in genere l’ambiente cellulare, così come lo stato di stress e il grado di infiammazione dei tessuti. Ciò che è certo, tuttavia, è che un adeguato piano nutrizionale che non alimenti questi disequilibrio è di rapido supporto al benessere generale della cellula e quindi della salute in generale

Come è risaputo gli acidi grassi omega-6 sono ampiamente presenti nel regno vegetale, mentre i grassi omega-3 sono vi ben rappresentati ma solo in pochi alimenti (ad esempio nei semi di lino e nelle noci). Un giusto equilibrio tra questi due grassi e quindi nella loro assunzione è alla base della salute cellulare.

Uno sbilanciamento verso gli acidi grassi omega 6 comporta infatti una infiammazione del corpo del tutto simile a quella procurata da una tipica dieta occidentale, rendendo infiammatoria anche una dieta su base vegetale.

Ecco dunque che una attenta scelta dei componenti del cibi, non escludendo i grassi giusti e di quantità ottimali, è la risposta migliore per ovviare al problema.

Di quali e quanti grassi ognuno di noi ha bisogno in questo momento tuttavia non è così immediato dirlo se non dopo una attenta analisi della composizione molecolare della membrana cellulare. Tant’è vero che una implementazione occasionale di omega-3 se non seguita da una giustificata prescrizione medica si sta rivelando poco salutare se non addirittura dannosa.

Insomma un ulteriore campanello per la salute che merita di essere ascoltato e dibattuto.