LA CASEINA DEL LATTE “IL PIU’ POTENTE CANCEROGENO DELLA STORIA DELL’UOMO”

_DSC8419“La caseina è il più potente cancerogeno della storia. L’ho detto in passato e continuo a sostenerlo. Finora non mi hanno mai contestato su base scientifica e non possono farlo, perché è vero!”

Così con la forza dei suoi 50 anni di ricerca e nuove (prossime) pubblicazioni su Science il prof. T. Colin Campbell ha riaffermato ad Abano Terme, lo scorso 20-22 maggio, ciò che ha sempre sostenuto. “L’alimentazione, così come la intendiamo oggi, è il vero problema. Bisogna rivederla e approfondirne le implicazioni. Una sfida che tutti noi dobbiamo accettare e sulla quale dobbiamo organizzarci per gestirla con serietà e metodo di ricerca.”_DSC8451

Una umiltà senza paragoni quella del professore della Cornell Univesity. Per tre giorni protagonista di un dibattito internazionale che ha visto la partecipazione di esperti americani, europei ed italiani l’autore del The China Study ha puntato dritto al punto della questione sollevata dalle sue ricerche e ha invitato gli specialisti in sala ad un confronto e approfondimento scientifico centrato sull’obbiettivo.
“Tutti noi sappiamo che le evidenze scientifiche non sono certezze matematiche, soprattutto nella scienza della nutrizione. Ci sono trilioni di cellule nel nostro organismo che colloquiano tra loro continuamente: come facciamo a dire di conoscerne davvero il funzionamento? Fino a quando si continuerà a discutere dei singoli dettagli che si possono solo ipotizzare come veri si continuerà a spostare l’attenzione da ciò che deve essere lo scopo primo della nostra ricerca: lo studio completo dell’efficacia di un cambiamento della dieta nella salute delle persone”.

IMG-20160524-WA0000-1Ad accogliere il monito del ricercatore statunitense per l’ultima volta in Europa una platea di oltre 1.400 persone che tra la giornata di venerdì e quella di domenica si sono susseguiti nella sala convegni dell’Hotel Alexader Palace per un dibattito dedicato al grande pubblico e ai medici e specialisti del settore.
Una tre giorni di full immersion, con approfondimenti e tavole rotonde che hanno toccato tutti i diversi temi legati alla nutrizione e alla salute, dall’oncologia alla pediatria, dalla cardiologia al rapporto mente e corpo.

Schermata 2016-05-26 a 17.15.09Ad aprire il dibattito le relazioni frontali di alcuni tra i principali medici italiani coinvolti nel Laboratorio professionisti che nell’ambito dell’Associazione Equilibrio Delicato – Be4eat stanno lavorando per costruire in Italia un concreto progetto di ricerca capace di dare le prime e importanti risposte alle domande di molti pazienti e parenti che oggi affollano gli ambulatori medici.
Dal tema della ricerca a quello più complicato di una adeguata proposta clinica e dietetica in ambito oncologico rivolto agli specialisti con crediti ECM, il pomeriggio del venerdì è stato la premessa della giornata di sabato che ha catturato l’attenzione del grande pubblico sui temi centrali della salute, della prevenzione e della cura delle principali patologie del nostro secolo.
Un dibattito che ha coinvolto sul palco una trentina di medici e specialisti italiani, insieme alla relazione di ospiti stranieri provenienti dall’Irlanda come il dott. John Kelly e dalla Schermata 2016-05-06 a 19.47.44Spagna, con la dottoressa Odile Fernandez Martinez che con l’esposizione medica della sua guarigione da un cancro metastatico alle ovaie ha commosso tutta la platea.

A corona dei tre giorni di discussione, i collegamenti esteri con il dr. Neal Barnard, Schermata 2016-02-16 a 16.59.09ricercatore clinico e professore di medicina alla George OLYMPUS DIGITAL CAMERAWashington Univesity, con il dr. Micheal Greger fondatore dell’American College of Life Style Medicine e direttore sanitario della Humane Society of the Unites States, e con il dr. Dean Ornish, Clinical Professor di Medicina all’Università della California e direttore della Preventive Medicine Reserch Institute di Sausalito.

IMG-20160521-WA0019La professionalità degli 80 volontari provenienti da tutta Italia e la disponibilità degli ospiti testimonial come il grande attore Tullio Solenghi hanno reso possibile la riuscita di un dibattito che nasce spontaneo nelle case 13227180_1607192479595803_4546797275013645983_ndi tutti e che sulle tavole di tutti trova la sfida principale e più importante: la salute a lungo termine di chi amiamo.

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4 Responses to LA CASEINA DEL LATTE “IL PIU’ POTENTE CANCEROGENO DELLA STORIA DELL’UOMO”

  1. Renato Alejandro Vicuna Baez says:

    Ultimamente sto leggendo David Perlmutter neurologo e dietologo Americano la sua posizione sembra essere in contrasto con il prof Campbel,non so se in questo ultimo incontro questo tema è stato discuso

  2. Nel 1968, “a research paper from India surfaced in an obscure medical journal” mostrava che l’aflatossina produce tumori epatici in ratti quando questi sono nutriti con diete ricche di caseina, da qui l’idea di riprodurre gli stessi risultati.

    Madhavan TV, Gopalan C. The effect of dietary protein on carcinogenesis of aflatoxin. Arch Pathol. 1968 Feb;85(2):133-7.
    Ma, Questi ricercatori indiani in un primo articolo del 1965 riportavano come diete ricche di caseina rendessero l’aflatossina meno cancerogena.
    MADHAVAN TV, GOPALAN C. EFFECT OF DIETARY PROTEIN ON AFLATOXIN LIVER INJURY IN WEANLING RATS. Arch Pathol. 1965 Aug;80:123-6.

    GLI STUDI (SCIENTIFICI) DI CAMPBELL CONFERMANO QUANTO RIPORTATO DAI RICERCATORI INDIANI, studi pubblicati su riviste scientifiche impattate, ovvero sottoposte al giudizio di referee.

    I ricercatori indiani somministrarono basse dosi di aflatossina (agente cancerogeno) per 6 mesi a ratti riceventi dieta a:
    basso contenuto di caseina (5%C)
    alto contenuto di caseina (20%C)
    Lo studio durò 2 anni, ma la somministrazione di aflatossina fu interrotta a 6 mesi perché:

    Il 50% dei topi in 5%C era DECEDUTO!!!!!! (quelli con dieta povera di caseina!!!!)
    mostrando i tipici sintomi dell’avvelenamento da aflatossina: necrosi epatica, proliferazione tissutale del dotto biliare, fegato grasso.

    a 6 mesi tutti gli animali riceventi un 20% di caseina erano vivi. Per il rimanente tempo dei 2 anni, questi ratti (20% caseina) continuarono ad essere vivi, ma molti di loro svilupparono tumori epatici,
    mentre nessuno dei topi con il 5% di caseina, sopravvissuti, sviluppò tumori epatici.

    L’analogo studio di Campbell conferma lo stesso risultato, tanto che Campbell scrive come prima frase di questo suo articolo (scientifico):
    “A deficiency of dietary protein was shown to increase the toxicity of aflatoxin for rats (1,2).”
    Nei materiali e metodi si può leggere come la tossicità indotta siano i classici sintomi di tumore indotte da aflatossina.
    Il lavoro è questo: Mgbodile MU, Campbell TC. Effect of protein deprivation of male weanling rats on the kinetics of hepatic microsomal enzyme activity. J Nutr. 1972 Jan;102(1):53-60.
    liberamente scaricabile da pubmed. Vi invito a leggerlo.
    troverete: …since the livers of the low protein group were observed to be very fatty.
    Consequently, the normal rate of cell proliferation would have been decreased during protein deprivation, which is similar to the retardation of brain cell growth of young malnourished animals described by Winick and Rosso (18).  
    Nell studio riportato da Campbell i ratti del gruppo 5% caseina mangiano molto meno cibo di quelli in 20% caseina.
    Infatti Campbell divide gli animali in 3 gruppi, al terzo gruppo, in dieta 20%, fu ridotto l’introito alimentare per farlo assomigliare meglio al gruppo in dieta 5%.
    Il gruppo 5% raggiunge la metà del peso corporeo normale per questi animali.
    Nell’articolo scientifico Campbell riporta che la quantità di proteine necessarie per la crescita non corrispondono a quella per la salute.
    Da notare che gli animali in dieta ipoproteica svilupparono fegati grassi.

    Perchè? semplice: per demolire i grassi occorrono i sali biliari, che derivano dal colesterolo, per l’80% sintetizzato nel corpo umano dall’acido acetico (non deriva dalla dieta), questo acido, insieme al butirrico (BURRO) al propionico e al valerico (sono detti acidi grassi a corta catena, SCFAs) sono i nutrienti delle cellule intestinali, inoltre hanno specifiche azioni DISiNFIAMMANTI, tanto è vero che i farmaci FANS derivano dall’acido acetico e dal propionico. Il Depakin, acido valproico, deriva dall’acido valerico, e l’acido valproico, scoperto casualmente antiepilettico, usato anche negli ustionati. I carnivori ricavano gli SCFAs dalla demolziine dei grassi nello stomaco (i predatori mangiano solo carne grassa), i frugivori, erbivori, follivori li ottengono nel colon dalla fermentazione delle fibre indigeribili da parte di appositi batteri. L’uomo ha imparato nel corso di millenni ad ottenerli dai grassi, nel tenue invece ceh nello stomaco come i carnivori. Questo per compensare la minor produzione da parte dei batteri del colon, dato che questo, nel corso dell’evoluzione, è passatod al 60% al 20% dell’impianto digestivo. Un 5% in più di quello del carnivoro (15%) a cui non serve. Per definire una corretta dieta per la salute occorre fare riferimento alle conoscenze della fisiologia del digerente, di quello che è neccessario ottenere dalla digestione (Gli SCFAs), del confronto del ns digerente con quello degli altri mammiferi, le cui cellule necessitano degli stessi nutrienti, e dall’analisi della storia evolutiva dell’uomo.

  3. Marco Fiorese says:

    Ciao Paolo,
    mi dispiace che continui ad insistere… ma T. Colin Campbell ti aveva risposto (anche personalmente) sul punto, dicendoti di studiare o almeno leggere meglio questi studi scientifici, contestualizzandoli sul globale e non rimanendo nel “riduzionismo scientifico”.
    Siamo spiacenti che invece continui ad insistere su questo assurdo punto e tu ti stia allontanando all’alimentazione Vegetale ed Integrale che invece fino a qualche tempo fa hai cavalcato nel palco di Be4Eat…
    Queste tue prese di posizione proprio non le capisco…
    Molto rammaricato ti saluto comunque calorosamente con affetto!

  4. Caro Marco,

    anche se sono stato presente per 3 edizioni a be4eat, la mia posizione riguardo a quale sia la dieta per la salute è sempre stata la stessa, così come le mie perplessità ad indicare nella caseina un agente cancerogeno. Non ho mai “calvalcato” alimentazioni vegetariana ne tanto meno vegane, neanche sul palco di Be4eat, dove ho accettato volentieri gli inviti per poter esprimere quale sia per me la “dieta per la salute”. Ad Abano Terme, nel 2015, veggie channel ha ripreso una mia intervista su questo argomento. Per quanto concerne le risposte che mi dato Campbell, se ti riferisci a quelle scritte, tu stesso mi hai pregato di non divulgarle, a quelle orali sul palco l’opinione di molti presenti in sala, compresa la traduttrice, è stata che NON MI HA RISPOSTO. Inoltre mi permetto di dubitare di non essere capace a leggere lavori scientifici, come ha sostenuto Campbell, in quanto da anni ho incarichi di referee per l’ELSEVIER, casa editrice di importanti riviste scientifiche impattate. Incarichi che svolgo bene, credo, tanto che se talvolta rinuncio all’incarico, l’editore mi scrive sollecitandomi ad accettarlo in quanto ci tiene a conoscere la mia opinione. So benissimo di andare contro corrente e come sia pericoloso non allinearsi con il sistema, così come so che la guerra ai grassi è stata fatta per promuovere l’olio di semi, che l’unica cosa che fa abbassa il colesterolo, che NON deriva dalla dieta nella misura dell’80%. Il 22 ottobre sarò con Guido Balestra a Carpi e parlerò delle positività del colesterolo, ti invito ad essere presente. Così come la guerra al latte è dovuta alla produzione di bio-diesel dalla colza, che ha trasformato praterie in piantagioni di colza. Nel 2008 in US mi hanno mostrato del materiale pubblicitario della Coca Cola che stava lanciando delle bibite gasificate al gusto di latte. Me le hanno fatte vedere per mostrami come si fa a lanciare un prodotto sul mercato quando si hanno tanti soldi. Dopo anni ho riferito che in Europa tali bibite non erano arrivate. Nemmeno in USA. Sono state bloccate in quanto era rivalutare il latte. Non credo che la Coca Cola si sia fermata gratis.

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