ganodermaEsiste davvero e di certo, in Italia, inizia a farsi strada. Il cosiddetto “rimedio della nonna”, tanto antico quanto ancora poco conosciuto, contro il colesterolo e l’ipertensione che nel nostro Paese accomuna milioni di italiani.

Si chiama Ganoderma lucidum, ovvero “fungo dell’immortalità” o del benessere come è stato battezzato in Cina più di 4 mila anni fa, e stando agli esperti in micologia può curare o quanto meno aiutare nel percorso curativo e preventivo oltre 50 patologie diverse. Tra queste, ovviamente, anche il colesterolo e l’ipertensione arteriosa.

Ma cos’è esattamente questo fungo?

E’ davvero tanto miracoloso?

E soprattutto, può essere assunto così, senza prescrizione o accorgimento di sorta?

Insieme all’ANPPN, l’Associazione Nazionale per la prevenzione primaria naturale di Torino, abbiamo fatto queste domande a Carmine Lavorato, micologo di fama internazionale, un tempo membro della Commissione Scientifica di Zurigo.
Micologo per passione prima ancora che per professione Lavorato, oggi Presidente del Gruppo Micologico Naturalistico Sila Greca, sul Ganoderma ha scritto e ricercato molto. E si dice fiero che i suoi studi non solo siano serviti a rendere noto “le incredibili proprietà di un fungo così eccezionale, ma soprattutto siano serviti a salvare molte vite umane.”

“I funghi – ci spiega- sono tra i medicinali più antichi dell’umanità. Già 4 mila anni fa nella medicina popolare orientale godevano di alta considerazione per le loro proprietà salutari e ancora oggi vengono impiegati per prevenire, mitigare e curare una lunga serie di malattie e patologie significative. Penso ad esempio alle patologie autoimmunitarie, all’ipertensione e ipotensione arteriosa, alle ipercolesterolemie e ipertrigliceridemia, alle patologie cardiocircolatorie e a quelle neoplastiche. Se impiegati nel modo corretto, i benefici sono visibili in breve tempo e sono confermati dalla scienza e dalla ricerca di molti esperti di micoterapia.”

Al primo posto di questa lunga catena di funghi miracolosi ovviamente siede il Ganoderma lucidum.
Utilizzato in America e in Europa da almeno una trentina d’anni, questo fungo dalla proprietà anti ossidanti e anti infiammatorie indispensabili nel rinforzo del cuore, del fegato, del sistema immunitario e del sistema nervoso, in Italia è appena approdato e principalmente lo si trova in bevande solubili come il caffè o il the quale integratore alimentare.

Ma come funziona esattamente nel nostro organismo?
“Il Ganoderma è un fungo che cresce spontaneo anche in Italia ma non è molto diffuso perché la sua coltivazione è difficoltosa e poco conosciuta. Al momento solo un’azienda giapponese riesce a coltivarlo e a produrlo nel modo corretto […] Di fatto si presenta come un valido integratore alimentare perché ricco di calcio, ferro e fosforo, amminoacidi, acido oleico, minerali, vitamine B, C e D, e molto altro ancora. […] La sua particolarità, tuttavia, rispetto ad altri nutraceutici è che il Ganoderma non solo consente di integrare ma anche di correggere eventuali disfunzioni corporee […] In particolare rinforza il sistema immunitario aiutando così le difese del corpo. Protegge il patrimonio genetico dall’azione mutagena dei radicali liberi e quindi risulta utile nella prevenzione ai tumori, ma anche all’invecchiamento delle cellule. Ha anche funzione antivirale […] e antineoplastica. Ma importanti sono anche i risultati riscontrati nella cure delle allergie, delle patologie autoimmunitarie, dell’ipertensione e ipotensione arteriosa, delle ipercolesterolemie e ipertrigliceridemia e delle patologie cardiocircolatorie”.

Esistono problemi di tossicità?
“Fino ad oggi non si sono riscontrate vere e proprie controindicazioni. Essendo contenute nel fungo numerose sostanze benefiche, non è raro che alcune di esse possano risultare intolleranti ad alcune persone. In questi casi, ovviamente, si dovrà smettere l’assunzione del Ganoderma. […] Una considerazione a parte, tuttavia, va data a chi presenta malattie pregresse importanti. Nel caso di trapiantati, ad esempio, l’utilizzo del Ganoderma non è in alcun modo raccomandabile. Le possibili interazioni con farmaci riguardano infatti i medicinali anticoagulanti, antipiastrinici e farmaci immunosoppressori: in quanto immunoattivatore il Ganoderma lucidum aumenta il pericolo di rigetto e può rinforzare gli effetti degli altri farmaci elencati, aumentando così il rischio di sanguinamenti ed emorragie.”

Necessita di una qualche prescrizione o comunque di un controllo medico nel lungo periodo?
“Sia l’esperienza che la letteratura hanno dimostrato che è consigliabile assumere il Ganoderma da 0,3 a 0,5 grammi al giorno. In genere è sufficiente bere bevande che lo contengono, ad esempio il caffè, con una regolarità che va dai 3 ai 5 caffè al giorno. Non di più. Per un dosaggio più elevato è necessario consultare il medico. L’utilizzo in acqua bollente è il solo metodo provato come valido per rompere le pareti cellulari della chitina che permette il rilascio degli importanti polisaccaridi bioattivi strutturalmente intatti non danneggiati. Il mio consiglio è quello di assumerlo per lunghi periodi e interrompere solamente se subentrano intolleranze. Non occorrono prescrizioni o altre accortezze”.

Dopo quanto iniziano a farsi sentire i primi benefici?
“Solitamente dopo due mesi di assunzione i primi benefici sono più che evidenti: ad alcune persone già dopo una settimana spariscono i primi problemi digestivi, ad altre dopo circa un mese si risolvono i problemi di stipsi o sentono notevolmente migliorato il loro stato depressivo. […] Tutto dipende dalla reazione del corpo che varia da individuo ad individuo”.

L’intervista integrale con il prof. Carmine Lavorato sarà pubblicata in collaborazione con l’Associazione ANPPN nel nuovo Libro sulla prevenzione in stampa nei prossimi mesi.
Per maggiori informazioni scrivi a info@be4eat.com