CARNE BIANCA E RISCHIO DI CANCRO

Basta 1 quarto di pollo disossato per aumentarne il rischio

petto di polloE’ quanto emerge dallo studio EPIC, il colossale studio europeo sulla relazione tra cancro e nutrizione che per 10 anni ha monitorato 459 mila persone in 9 Paesi, Italia inclusa.
Il consumo regolare di pollo è associabile ad un aumento del rischio di cancro al pancreas, linfomi e leucemia con percentuali che arrivano anche a più 280%.

Un legame che sorprende, quello tra pollo e cancro, gli stessi ricercatori che nell’ambito delle ricerche pubblicate nel Journal of Cancer si interrogano sul perché il pollame e non la carne rossa è risultata così strettamente correlata a questa tipologia di tumori.

Ciò che più colpisce è la quantità.

Sarebbero sufficienti infatti solo 50 g in più di pollo al giorno, pari ad un quarto di pollo Schermata 2016-12-01 alle 12.22.05disossato (il contenuto di un vasetto di omogenizzato per i nostri figli), ad aumentare il rischio di cancro al pancreas del 72% e del 280% nel caso di linfomi e leucemie.

(RohrmannS,LinseisenJ,NöthlingsU,etal.Meatandsh Consumption and risk of pancreatic cancer: results from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Int J Cancer. 2013;132(3):617–24.)

Possibile che così pochi grammi in più di pollame al giorno possano causare un simile danno al nostro organismo?

E’ quanto si sono chiesti gli stessi ricercatori dello studio EPIC che hanno provvisoriamente chiuso il caso sostenendo che, se da un lato questo risultato dipende probabilmente dagli ormoni della crescita che vengono dati in pasto ai polli e ai tacchini, dall’altro anche i virus tumorali riscontrati nel pollame potrebbero avere la loro importanza.

(Rohrmann S, Linseisen J, Jakobsen MU, et al. Consumption of meat and dairy and lymphoma risk in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition. Int J Cancer. 2011; 128(3):623–34.)

Una affermazione difficile oggi da verificare ma che di fatto lascia l’amaro in bocca a quanti, leggendo le recenti dichiarazioni nell’ottobre 2015 22983-293x300dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (IARC) sui rischi associati al consumo di carni rosse e trasformate si sono lanciati nel consumo di carne bianca data più sicura dallo stesso Codice Europeo contro il Cancro del 2012.

IARC. Nell’ottobre del 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro composta da 22 esperti (2 italiani) di 10 Paesi ha esaminate 800 ricerche internazionali che hanno fatto valutare la carne rossa come probabile cancerogena per l’intestino e quella trasformata (insaccati, wurstel, carne in scatola, essiccata etc.) come certamente cancerogena.
Una connessione con il cancro all’intestino che trova una successiva conferma nella revisione critica delle analisi combinate delle ricerche disponibili su consumo di carni e tumori pubblicata da autori italiani dopo il rapporto IARC

(G.Lippi, C.Mattiuzzi, G.Cervellin, Meat consumption and cancer risk: a critical review of published meta-analiyses, Crit Rev Oncol Hematol 97(2016)1-14)

e che mostra come consumi più alti di carne rossa talora analizzata insieme a quella trasformata hanno associazioni significative o almeno tendenziali con l’incidenza di gran parte dei tumori e non solo intestinali.

Schermata 2016-12-01 alle 11.15.51

Come si evince il consumo di carne rossa è associato ad un rischio significativo di cancro al colon retto, cancro al seno, cancro allo stomaco, all’esofago, al polmone, all’endometrio, alla vescica e al linfoma di non Hodgkin (meno significativo l’associazione di rischio rilevata per gli altri, tra cui il cancro al pancreas).

Le sostanze della carne rossa coinvolte nel rischio di cancro sono per gli studiosi gli N-Nitrosio composti (NOC), ovvero i composti che si possono formare nelle affumicature e nella conservazione. Il ferro della carne, diverso da quello dei vegetali, che favorisce le ossidazioni e la formazione di questi NOC nell’intestino.
E le sostanze che si possono formare nelle cotture delle carni (IPA e HAA).

Nulla tuttavia si poteva dire di certo sulla carne bianca, per questo ancora consigliata come scelta preferenziale anche nel Codice Europeo Contro il Cancro.

Le ricerche di EPIC mostrano tuttavia che un certo margine di allerta dovrebbe rimanere anche sull’utilizzo di queste carni, almeno fino a quando si saranno approfonditi gli argomenti sollevati a riguardo.

Ciò che è certo è che prima di poter affermare anche per la carne bianca quanto detto dall’OMS per la carne rossa e per quella lavorata, passerà del tempo.

Schermata 2016-12-01 alle 12.11.23Come spiega in modo molto chiaro Micheal Greger, medico esperto internazionale e fondatore dell’American College of Medicine Lifestyle, “sarà difficile arrivare ad una conclusione certa del legame tra carne di pollo e cancro. Il tumore al pancreas che si può sviluppare mangiando pollame è lo stesso tipo di cancro di cui ci si può ammalare fumando e per questo è più difficile individuare una chiara relazione di causa ed effetto come quella individuata ad esempio tra amianto e cancro (l’amianto causava un tipo di tumore, il mesotelioma, praticamente sconosciuto prima che di diffondesse l’uso di questo materiale)”.

Perciò- conclude Greger-, nonostante prove schiaccianti legano l’esposizione al pollame con il tumore al pancreas, non aspettatevi che domani mattina i fast food specializzati in pollame vengano messi al bando come l’amianto

Schermata 2016-12-01 alle 12.29.28Una corretta attenzione da parte nostra tuttavia sulla quantità di carne bianca consumata dai nostri figli o familiari rimane legittima. Sia essa servita a mensa o a casa, sotto forma di  omogenizzato o crocchette, servito impanato o cotto alla griglia. Sempre pollo è, e stando alle prime ricerche, ne basta davvero poco di troppo per dare problemi anche molto gravi.

This entry was posted in Personaggi, Prevenzione, salute. Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Refresh