10 “AZIONI” PER PROTEGGERCI DALLE INFEZIONI

 

Può l’alimentazione proteggerci da virus e batteri?

La letteratura medico scientifica a riguardo è molto chiara.

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Per questo informare la cittadinanza dell’esistenza di efficaci e concrete azioni preventive quotidiane che in aggiunta ai vaccini disponibili combattono la mortalità per malattie infettive è utile ed estremamente significativo non solo per salvare molte vite ma anche per dare maggiori strumenti di controllo a quanti, allarmarti dai continui richiami sui media nazionali di vere o presunte “epidemie” o casi “fuori controllo”, si sentono disarmati e impotenti contro l’avanzata improvvisa di alcune malattie infettive.

 

Come riportato nelle Pillole di buona pratica clinica della Fondazione Allineare Sanità e Salute, la più qualificata letteratura medico scientifica dell’ultimo decennio ha infatti dimostrato come alcune scelte comportamentali e alimentari siano associate non solo ad una minore incidenza delle principali malattie cronico degenerative, ma anche a una riduzione delle patologie infettive e della mortalità ad essa correlata.

 

Le 10 azioni in breve

Quali sono queste azioni quotidiane? Molte sono scontate e forse, proprio per questo, più disattese.

 

  1. Non esporre i bambini e gli adulti a fumo passivo
  2. Non fumare ed evitare un elevato consumo di alcol
  3. Mangiare ogni giorno cereali integrali
  4. Consumare ogni giorno frutta secca oleosa
  5. Aumentare il consumo di frutta e verdura
  6. Diminuire i consumi di carni rosse
  7. Aumentare l’attività fisica
  8. Allattare al seno almeno fino ai 6 mesi
  9. Non sollecitare i medici a prescrivere antibiotici in caso di infezioni banali
  10. Lavare spesso le mani

 

Analizziamo nello specifico le azioni meno ovvie se collegate alla mortalità per malattie infettive.

 

Fumo di tabacco e infezioni, compresa la meningite

È cosa scritta e risaputa che il fumo di tabacco “nuoce gravemente alla salute”. È molto meno noto, tuttavia, che esso aumenti di 2,3 volte la mortalità da infezioni. Così come meno noto è associare fumo passivo a gravi malattie da meningococchi: eppure è così.

Secondo una sintesi matematica (metanalisi) di ricerche valide pubblicata nel 2010, esporre bambini (e adulti) al fumo passivo aumenta di 3,24 volte il rischio di malattie meningicocciche invasive, cioè patologie batteriche con conseguenze spesso gravi o mortali. Ecco quindi che un comportamento attento a evitare l’esposizione al fumo in età pediatrica ha una grande efficacia protettiva da infezioni rare ma molto temute, oltre che dalle più frequenti otiti e polmoniti, e dai sibili asmatici

Un pugno di cereali integrali 

Consumare ogni giorno 200g di cereale integrale riduce del 30% circa la mortalità totale. Questo ormai ci dicono le principali istituzioni internazionali sul tema alimentazione e salute. Ma che bastino 50g, vale a dire un pugno di cereali, ogni giorno per ridurre del 20% circa la morte da infezioni è cosa nuova e non così banale per le famiglie italiane. 

Una meta analisi del 2016 ha studiato infatti la quantità media di cereali integrali che consumato ogni giorno si associa a un ruolo protettivo nelle differenti patologie degenerative (cardiopatie, cancro, diabete…) e nelle malattie infettive.

Come si vede nel grafico che segue, già con 50g di cereali integrali ogni giorno (pari alle dimensioni del pugno di una mano) la curva della mortalità per infezioni si riduce. Come dire che magiare almeno 1 bella fetta di pane integrale in sostituzione del pane bianco e raffinato ci può di fatto cambiare la prospettiva di vita.

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3 noci al giorno 

Da anni il WCRF, World Cancer Research Fund International e il Codice Europeo contro il cancro ci dicono che aumentare i consumi di noci, mandorle, nocciole e pistacchi è una buona pratica di prevenzione dei tumori. Ma quanta e quale frutta secca privilegiare?

Una meta analisi del 2016 ha dimostrato come il consumo di almeno 28 g di frutta secca oleosa (escluse le arachidi) riduce di oltre il 20% la mortalità da ogni causa. In particolare il consumo di una porzione di frutta secca oleosa (noci, mandorle, nocciole, pistacchi) è associato alla riduzione fino a 4 volte della mortalità per malattie infettive. Niente male se paragonata alla “fatica” di mangiare 5-6 noci al giorno.

frutta-secca-oleosa1 finocchio, 1 peperone e 2 carciofi

Lo sappiamo tutti: il consumo regolare di frutta e verdura ci allunga la vita. Ma quanta frutta e quanta verdura dobbiamo mangiare? Le famose 5 porzioni al giorno pubblicizzate sono sicuramente la soluzione più banale e forse più disattesa da tanti.

Per questo ciò che colpisce di più della recente meta analisi del 2017 sul tema è che consumare ogni giorno 200 g in più di vegetali riduce la mortalità del 10%. E tale effetto benefico si mantiene almeno fino a un consumo giornaliero di 800 g di frutta e verdura, che si associa a una riduzione del 30% della mortalità generale.

In pratica mangiare 1 finocchio, 1 peperone e 2 carciofi in più ogni giorno rispetto alle 5 porzioni consigliate, regala al nostro organismo una straordinaria possibilità in più di rimanere in salute!

Rimane da chiedersi quanto di questo fattore protettivo rilevato dal consumo giornaliero di frutta e verdura sia legato alla presenza massiccia di vegetali nella nostra dieta e quanto a cibi meno salutari che abbiamo necessariamente tolto dal nostro piatto per fargli posto.

 

Il rosso da evitare

La IARC – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – parte dell’Oms, cioè dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ha inserito le carni lavorate come i wurstel e le salsicce tra le sostanze cancerogene insieme alle carni rosse (maiale, manzo eccetera), anche esse giudicate come “probabili” cancerogene e quindi da limitare.

Una recente ricerca condotta su più di mezzo milione di pensionati americani pubblicata nel 2017 ha tuttavia legato il consumo eccessivo di carni rosse (sia fresche che lavorate) ad una maggiore mortalità totale, compresa quella da infezioni.

Insomma un motivo in più per cercare di fare a meno di prosciutti, insaccati e carni rosse, meglio se già da i bambini e da ragazzi.

 

Muoversi, ma non troppo

Aumentare l’attività fisica aiuta la salute e può ridurre fino al 40% la mortalità per ogni causa. Inoltre, ci racconta questa ricerca, muoversi con regolarità allontana il rischio di gravi infezioni, a partire dalla polmonite, a patto però di non esagerare. Esercizi eccessivi infatti, tipici di atleti agonisti, possono diventare controproducenti riducendo le difese immunitarie ed esponendoci a maggiori infezioni. Infatti i jogger strenui possono avere una mortalità superiore rispetto ai jogger leggeri/moderati, che hanno invece tutto da guadagnare.